Intesa di salvataggio
Così imprese e sindacati assecondano lo sforzo riformatore del governo
Proprio nel giorno più acuto del caos sui mercati finanziari, il governo si è assicurato il consenso delle parti sociali sulle riforme strutturali per rilanciare la crescita. Ieri Piazza Affari, che per un guasto tecnico ha dovuto interrompere l’aggiornamento dell’indice Ftse Mib al momento della chiusura, ha fatto segnare meno 5,16 per cento. Parigi ha perso il 3,9 per cento, Madrid il 3,8, Francoforte e Londra il 3,4. Nel frattempo però le parti sociali hanno presentato all’esecutivo un documento congiunto per il rilancio dell’economia. Leggi Il vero segnale ai mercati - Leggi Fuoco monetario

Più titoli che sostanza, per ora: pareggio di bilancio nel 2014, abbattimento dei costi della politica, liberalizzazioni e privatizzazioni, sblocco degli investimenti, semplificazione burocratica e riforma della Pubblica amministrazione, mercato del lavoro. Tutte le 36 parti sociali hanno detto sì, compresa – un po’ a sorpresa – la Cgil di Susanna Camusso, pronta addirittura a sacrificare la fin qui molto insistita richiesta di una patrimoniale, pur di arrivare a un testo condiviso. E pronta ad accettare anche un paragrafo che, come ha poi detto a margine dell’incontro Camusso, la Cgil non condivide, quello delle privatizzazioni. Così, mentre il differenziale tra Btp italiano e Bund tedesco, considerato meno rischioso dagli investitori, superava il livello record di 390 punti, il premier Silvio Berlusconi si è detto certo che il confronto tra governo e parti sociali proseguirà “senza soluzione di continuità” per arrivare “entro settembre” a un pacchetto di interventi per lo sviluppo. L’intera impostazione del documento delle parti sociali, secondo alcuni, tradisce la penna di coloro che lo hanno tracciato: impugnata essenzialmente dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e dal presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, infaticabili fino all’ultimo nel cercare una mediazione che coinvolgesse tutti. E i sindacati, tutti, hanno approvato. Non a caso in serata il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha parlato di “mobilitazione per la crescita” nel momento più difficile sui mercati.
La gravità della situazione l’ha certificata ieri anche il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, che ha da un lato omaggiato il paese, riconoscendo “il patrimonio di risorse umane e di spirito imprenditoriale” di cui l’Italia dispone; ma dall’altro l’ha sferzato, chiedendosi come mai, con tante doti, l’Italia non riesca a fare passi avanti. La soluzione, per Trichet, sta nelle riforme strutturali, e in questo la coincidenza con il documento delle parti sociali c’è. Come anche l’urgenza di procedere, sottolineata sia dal presidente della Bce che dal documento di imprese e sindacati.
Per questo le associazioni hanno già fatto sapere che rinunceranno anche alle ferie, rivedendosi la prossima settimana per proseguire il confronto e riempire di contenuti i vari passaggi del documento presentato all’esecutivo. E aspettandosi anche dal governo un comportamento analogo: “Ci aspettiamo convocazioni e incontri già la prossima settimana”, ha detto Marcegaglia. “Fare presto e fare bene’’, ha incalzato Raffaele Bonanni (Cisl), mentre Luigi Angeletti (Uil) ha confermato che “anche agosto deve essere usato per trovare una soluzione’’. Più scettica Camusso, che ha rilevato come “il governo non ha assolutamente capito l’urgenza della situazione’’, presentando “una agenda che è l’insieme delle cose che abbiamo presentato noi. Ma un governo deve trovare le soluzioni, non presentare agende’’. A dire il vero più di un osservatore ha notato come in realtà sia il documento di imprese e sindacati ad assecondare l’agenda definita pubblicamente la settimana scorsa dal ministro del Lavoro in un’intervista al Corriere della Sera. Per questo, di fatto, il governo incassa un sostegno che potrebbe facilitare l’approvazione, già da settembre (se non prima), delle lungamente attese riforme strutturali.
Ciò non basta al segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che ha incontrato sindacati e imprese nel pomeriggio: “Per la credibilità dell’Italia serve una svolta politica’’, ha detto il leader democratico. Che ha comunque dato la disponibilità delle opposizioni a essere presenti in Parlamento qualora il governo, nel corso delle prossime settimane, intendesse “fare qualcosa di utile’’. Di provvedimenti urgenti da parte del governo per ora non si parla, ma Silvio Berlusconi si è detto convinto di poter arrivare, entro fine settembre, a un “patto per la crescita’’ che ci porti fuori dai guai. Ma settembre, secondo gli osservatori, è una data troppo lontana. “Ho fatto il meglio possibile nel peggior periodo economico’’, ha detto il premier alle imprese e ai sindacati riuniti attorno al tavolo di Palazzo Chigi, e quello che non è stato possibile fare, ha aggiunto, è colpa del sistema paese.
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